San Salvo e la sete di Dio

Una santa Messa gremita fino al sagrato della chiesa per la prima festa di Santa Lucia a San Salvo

Nel cuore di ogni uomo c’è Dio. Spesso capita che si tende a dare a questa presenza discreta ma profonda e incommensurabile un valore quasi marginale. Poi arrivano delle circostanze in cui c’ è un richiamo,  una circostanza, una voce che si fa più forte e che sembra che sia più intensa delle altre e riconduce l’uomo a quella presenza.

E’ questo che un po’ ciò che è successo  ieri in occasione della prima festa di Santa Lucia. Il momento clou della festa, quella che ha visto la più grande partecipazione e che è andata oltre le aspettative, è stata la santa Messa celebrata alle ore 18. In chiesa non ci si poteva entrare per quanta gente ci fosse. Dopo la chiesa prima della celebrazione, si è riempito anche il sagrato. Tanti altri stavano ad ascoltare la messa in piazza.  Una buona presenza si è registrata anche durante la Santa Messa celebrata la mattina da don Gianfranco Travaglini. Entrambe le messe si sono concluse con la benedizione dell’olio santo e degli occhi dei fedeli.

Una fiaccolata bagnata da una leggera pioggerellina e la benedizione dei dolci “gli occhi di santa Lucia” che sono stati poi distribuiti ai fedeli hanno concluso i momenti religiosi della festa di santa Lucia.

Gli stand con le castagne, scrippelle e  gruppo Alpini e gli stand della Proloco di San Salvo hanno adornato la piazza di san Nicola adibita solitamente a parcheggio.

Il concerto del “Complesso bandistico città di San Salvo” ha concluso in “bellezza” la festa di Santa Lucia. Non c’è luogo più idoneo e più bello di quello in cui ogni giorno, ad ogni consacrazione eucaristica avviene il più grande miracolo sulla terra per ascoltare quella bella musica che nasce e viene suonata per esaltare la bellezza della vita e che è capace di parlare all’anima dell’uomo, luogo dove Dio eternamente risiede.

Anche il fondatore Fiorenzo Fabrizi nei momenti che non suonava lo si vedeva in ascolto contemplativo della musica suonata da altri.

Uno dei momenti più teneri del concerto è stato quando, mentre il maestro dell’orchestra Antonio Bonanni dirigeva il suocero Andrea Arcini suonava in prima fila il suo violoncello, arriva il piccolo figlio di Antonio va tirare la giacca del papà e lui si gira verso di lui non scocciato ma con un bel sorriso mentre continuava a dirigere con la sua bacchetta.

 

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