Quando la parrocchia diventa un laboratorio di idee

Il 13 dicembre ricorre la solennità di santa Lucia e per la prima volta San Salvo si appresta a viverla come un giorno di festa. Il comitato di Santa Lucia ha già organizzato e scandito i vari momenti dell’evento.

E come per ogni cosa nuova tutto è un fermento, una voglia di novità e di fare cose belle e buone. E, con questo spirito, guardando i carismi di ciascuno, tra le tante idee ne spunta una in particolare: “perchè non scrivere e comporre una canzone nuova in onore di Santa Lucia?”.

Ed ecco che nasce il canto inedito “Santa Lucia” presentato dal coro della Parrocchia di San Nicola Vescovo in San Salvo (Ch).

Il canto è stato scritto e arrangiato da Auro Zelli con la supervisione di don Beniamino Di Renzo. Direttrice: Anna Santoro, Sassofono: Giuseppe Perrina, Chitarre: Loriano Raspa, Auro Zelli
Basso, Organo: Auro Zelli – Programming, Editing and Mix: GunG Music Entertainment-
Voci Armonizzazione: Elvira Mucilli, Kevin Zingarelli, Mario Sapio, Loriano Raspa, Auro Zelli

 

Come è nata la festa di santa Lucia a San Salvo

Santa Lucia è sempre stata una santa molto venerata dai sansalvesi e quest’anno, per la prima volta, su iniziativa di alcuni laici, il 13 dicembre diventerà occasione di festa in onore della santa protettrice della vista.

Di seguito il programma dettagliato della festa.

10-11-12 DICEMBRE 2018

  • Ore 17:00 Santo Rosario
  • Ore 17,30: Santa Messa e Triduo di preparazione alla Festa

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

  • Ore 9,00: Santa Messa
  • Ore 17,30: Santo Rosario
  • Ore 18,00: SANTA MESSA SOLENNE e benedizione degli occhi Ore 19,00: PROCESSIONE con la statua di Santa Lucia; distribuzione dei dolci benedetti “OCCHI DI SANTA LUCIA”
  • Ore 21,00: Concerto del complesso bandistico “Città di San Salvo” Diretto dal Maestro Antonio Bonanni, con la partecipazione della Soprano Valentina Corradetti
  • Ore 22,30 Estrazione della lotteria di Santa Lucia

In occasione della festa sarà allestito in piazza San Nicola il mercatino di Santa Lucia, con stand gastronomici e di artigianato.

Di seguito un intervista con don Beniamino Di Renzo su come è nata la festa di santa Lucia a San Salvo.

 

Attendiamo il Natale come una mamma a cui sta per nascere un figlio

Quanta gioia c’è nel cuore di una donna a cui sta per nascere un figlio!

E’ tutta un fermento in attesa trepidante e piena di gioia! Il suo corpo attende, la sua mente attende, ogni istante che manca al grande giorno ha un valore immenso.

Non solo mente e cuore sono proiettate in una nuova dimensione ma anche ogni aspetto pratico è intriso di questa nuova creatura per ora avvolto dentro quel grembo di puro amore e che poi si rivestirà di una luce tutta sua.

Nessuna luce umana e terrena potrà uguagliarla in splendore, luminosità e bellezza e che allo stesso tempo è a dir poco unica in tutto l’universo.

Una mamma in attesa è conscia di questo grande miracolo che sta avvenendo dentro di lei grazie a un suo sì alla vita.
Anche da un punto di vista pratico, tutto vive in prospettiva di questo evento.

Le giornate sono occupate dallo scegliere vestitini, culla, passeggino, seggiolino auto, preparare tutto l’occorrente per l’ospedale, organizzare il menage familiare, scegliere un piccolo oggettino per far festa con gli altri del lieto evento, e tutto ciò che serve per quando nasce.

Una mamma in attesa prepara tutto con meticolosità e sopratutto con tutto il suo amore.

Con questo stesso spirito il cristiano attende e vive il periodo di preparazione del Natale. Non gli importano le considerazioni storiche sulla data. Vive nella parte più intima del suo cuore questa gioia immensa del compleanno di quel Gesù vivo che ha incontrato nella propria vita e che sa che lo ricambia di un amore immenso in ogni stagione della propria vita. Anche i preparativi di questa festa sono gesti d’amore.

Il tradizionale pranzo di famiglia, i regali alle persone più care sono vissuti nello spirito della grande festa interiore e non come semplici doveri.

É come quella mamma che si occupa dei preparativi per quel figlio che deve nascere. Come anche la donna in attesa ha una mamma e/o una buona suocera che l’ aiuta a livello pratico così il cristiano ha una grande mamma che lo aiuta a vivere al meglio questo periodo che lo separa dal grande giorno.

Questa mamma che aiuta è la Chiesa che scandisce questo periodo con vari momenti comunitari, celebrazioni eucaristiche, momenti di lode, preghiere, novene, veglie e simili.

Il cristiano vive questi momenti non come dei semplici riti di dovere esteriore ma nella pienezza dell’incontro e dell intimità più profonda con il Cristo che nasce. “Il corso preparto con le persone più esperte al mondo per le mamme in attesa!”

Il cristiano ha impresso sulla sua carne la certezza di questo Dio eternamente innamorato di lui proprio come una mamma con un bimbo nel grembo. Non ha dubbi se c’è quel bimbo ma è una certezza fisica. E nell’intimo del suo cuore riesce anche a dargli un volto di bellezza e luminosità ineguagliabile a nessuna altra creatura. É come la mamma che sente il bimbo muoversi dentro di lei e con cui intesse in ogni micro istante una relazione d’amore incommensurabile.

E in tutto questo periodo di avvento c’è una persona davvero speciale che ci accompagna per tutto il tempo. Colei che ha detto “Si” e ha concepito nella carne il figlio di Dio, la” “Mamma” per eccellenza, la Beata Vergine Maria.

Ed ecco che il credente del Dio vivente diventa come quella mamma che porta nel suo grembo una nuova vita di cui gioisce in prima persona e vuole condividere questa grande gioia con il mondo intero.

Dove sei Dio? Il Dio delle sorprese

(Articolo di don Matteo Gattafoni)

Commento al Vangelo di Domenica 9 dicembre 2018 – II d’Avvento

Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Anna e Caifa: simboli del potere politico e religioso del tempo di Gesù. Ma soprattutto personaggi che fanno da cornice ad un grande evento che sta per accadere.

La preoccupazione di San Luca nel Vangelo di questa domenica è infatti quella di presentare alla sua comunità la vicenda di Gesù, non come un’invenzione umana ma invece come inserita all’interno di un preciso contesto politico-religioso e in un determinato periodo storico.

Se ci pensiamo questa polemica, a cui l’evangelista cerca di rispondere, è ancora attuale perché in molti pensano tutt’oggi che la vicenda di Gesù sia tutta una invenzione e non una storia di uomini e donne realmente vissuti.

Eppure in quel contesto storico, in quella storia umana con le sue fragilità e le sue contraddizioni, quando l’uomo credeva di essere il centro della sua storia, di questa storia, Dio sorprende e viene su un uomo Giovanni.

Luca ci presenta due luoghi geografici: da un lato il potere, il posto dove sono concentrate tutte le attenzioni di Israele e dall’altro il deserto, il luogo invece dove non ci sono riflettori.

Eppure la parola di Dio non scende dove tutti si aspetterebbero ma dove nessuno va.

Luca ci vuole dire che Dio non va cercato dove pensiamo di trovarlo ma lì invece dove non siamo abituati a pensarlo.

Siamo spesso abituati a cercarlo nei luoghi appariscenti, eppure questa parola ci invita a chiederci: a me dove Dio parlerà?

Perché lo farà, e lo farà nelle situazioni e nelle persone più impensate.

Occorrono però alcune condizioni per riconoscerlo: spianare i burroni, riempire le valli, raddrizzare le vie.

Sono immagini evidentemente irrealizzabili ma che ci permettono di cogliere il messaggio insito dentro di esse che parla al nostro cuore e alla nostra interiorità.

Un burrone è un abisso, è un vuoto.

Giovanni ci chiede di riacquistare la nostra dignità, di riempire i nostri vuoti. Di uscire dalle nostre tristezze e negatività della vita.

Le statue tortuose, cioè l’accavallarsi dei pensieri che diventano tortuosi, che ci tolgono il sonno e la serenità.

Giovanni ci chiede di semplificarli per uscire dal labirinto dei pensieri che molte volte ci rendono incomprensibili agli altri e anche a noi stessi.

Infine il monte abbassato, il contrario del burrone, immagine non di gioia, ma l’eccesso di vita che ci fa diventare superficiali, quel bisogno di distrarci a tutti i costi per sentirci euforici. Chiediamoci allora: dove questa parola di Dio risuona per noi oggi?

Seguiamo le indicazioni che Giovanni ci mostra per vivere un avvento di libertà e di rinascita. Buon cammino.

Festa dell’Immacolata Concezione: “La Madonna sorregge il mondo”

(Articolo di Fra Emiliano Antenucci)

“Dio potrebbe fare certamente un mondo più bello di questo; ma non sarebbe più bello se vi mancasse Maria”. (San Giovanni Maria Vianney)

“O Maria Immacolata, stella del mattino, che dissolvi le tenebre della notte oscura, a Te ricorriamo con grande fiducia!”(papa san Giovanni XXIII)

La Madonna chi è? Per alcuni una statua, un simbolo cristiano, una semplice donna, una rappresentazione della “Dea Madre”… per noi cristiani non è cosi’. La prima parola che impariamo è mamma e l’ultima parola che diciamo prima di passare dalla terra al cielo è mamma. La madre lo abbiamo nel nostro “DNA” e anche quando ci sono delle esperienze di abbandono materno, il bambino si riorganizza per identificare la madre.

Per noi la Madonna è la nostra madre, Colei che ci culla nel pianto, ci accarezza nel dolore, ci consola nel lutto, ci abbraccia nella sofferenza e ci comprende nell’incomprensione. Non c’è donna che sostituisca la Madonna. Tutti i santi lo hanno amata di un amore unico e privilegiato. Tutto tuo Maria, perché sotto il Tuo Manto né freddo, né male, né fuoco, né pericoli non potranno minimamente scalfire e far del male al tuo figlio e ogni figlio sulla terra che tu proteggi grandemente. Tutte le volte che il diavolo vede un’anima consacrata alla Madonna attacca ferocemente, ma fa sempre un passo indietro, perché Satana abbaia, ma non morde, ruggisce, ma non sbrana, anzi “taglia la coda” e scappa velocemente per la paura della Madre di Dio che lo schiaccia grazie alla sua purezza, umiltà e docilità.

La Madonna sorregge il mondo con la forza dell’umiltà, con la gioia dell’Incarnazione di Dio e con la speranza della salvezza per tutti gli uomini.

Concludo con due preghiere bellissime alla Madre del Signore di sant’Antonio di Padova:

.

1. Ti preghiamo, signora nostra,

speranza nostra:

tu, stella del mare, illumina i tuoi figli

travolti da questo tempestoso mare del peccato;

facci giungere al porto sicuro del perdono

e, lieti della tua protezione,

possiamo portare a compimento la nostra vita.

Con l’aiuto di colui che tu hai portato in grembo

e che il tuo santo petto ha nutrito.

A lui è onore e gloria

per i secoli eterni. Amen.

2. Signora nostra,

unica speranza nostra,

ti supplichiamo di illuminare le nostre menti

con lo splendore della tua grazia,

di purificarci

con il candore della tua purezza,

di scaldarci

con il calore della tua visita

e di riconciliarci con il Figlio tuo,

perché possiamo meritare di giungere

allo splendore della sua gloria.

Con il suo aiuto,

lui che, con l’annuncio dell’angelo,

assunse da te la gloriosa carne

e volle abitare per nove mesi nel tuo grembo.

A lui l’onore e la gloria

per i secoli eterni. Amen.

Stasera fiaccolata mariana per le vie della nostra città!

In preparazione alla festività dell’Immacolata Concezione, stasera verrà celebrata una santa messa alle ore 18 presso la chiesa di San Nicola Vescovo e a cui parteciperanno entrambe le parrocchie, San Giuseppe e San Nicola. Seguirà la fiaccolata Mariana per le vie della nostra città.

L’Immacolata Concezione è una verità della fede, creduta da noi cattolici, secondo la quale Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo momento del suo concepimento nel grembo di sua madre. Tale verità di Fede, creduta da tempo immemorabile, fu definita come Dogma l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus.

Questo appellativo è stato confermato con le apparizioni di Lourdes (1858) dove Maria apparve a Bernardette presentandosi come «l’Immacolata Concezione».

L‘8 dicembre del 1857, papa Pio IX, inaugurò e benedisse a Roma, il monumento dell’Immacolata, detto di Piazza di Spagna. Papa Pio XII, nel giorno dell’Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine; il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche, e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi successivi.

La disciplina del riconoscimento delle festività religiose agli effetti civili è dettata dalle leggi 27 maggio 1949, n. 260, e 5 marzo 1977, n. 54 e contempla anche la festività dell’Immacolata Concezione.

Foto in copertina di Simone Colameo

Nel pomeriggio Messa solenne e breve processione in onore di San Nicola

Oggi è la solennità liturgica di San Nicola Vescovo e la parrocchia di San Salvo intitolata  a questo santo venerato da cattolici e ortodossi  celebra il suo Santo Patrono.

Alle ore 18 verrà celebrata presso la chiesa di San Nicola Vescovo una messa solenne  a cui seguirà una breve processione per le vie del quartiere.

(Dal sito di http://www.basilicasannicola.it)

Gli episodi della vita di S. Nicola contengono pochi miracoli, essendo caratterizzati dal suo impegno evangelico. Il miracolo più noto è la sua apparizione in sogno all’imperatore Costantino, richiamandolo e ordinandogli di liberare gli ufficiali innocenti. Si ha l’impressione che i fatti narrati possano stare anche senza i miracoli e che gli agiografi abbiano voluto aggiungerli per creare un’atmosfera di meraviglioso. I racconti dei miracoli si moltiplicarono soprattutto a partire dal IX secolo, specialmente in rapporto a due vicende: l’invasione musulmana nel Mediterraneo e l’iconoclasmo. All’invasione musulmana sono collegati tutti quei miracoli in cui il Santo appare come il liberatore dei prigionieri e dei rapiti (il più celebre di tutti in tal senso è il miracolo di Basilio, in occidente noto come Adeodato). All’iconoclasmo si possono rapportare tutti quei miracoli (tramandati nelle vite greche) in cui il Santo insiste sulla celebrazione della sua festa e sulla venerazione della sua immagine. Il terzo elemento a dare adito a tutta una serie di miracoli è il mare, per il quale Nicola, novello Poseidone, si presenta come il Santo capace di domare la forza dei venti e la violenza delle onde. Dopo l’anno mille si svilupperanno altri patronati che porteranno i devoti ad invocarlo contro le ingiustizie, contro gli spergiuri, contro i pericoli del fuoco e dei temporali. Attraverso i miracoli i fedeli incrementavano la loro fiducia nel Santo e questi veniva adeguatamente magnificato.

Foto di Nunzia Sansone

6 dicembre Santa messa e processione in onore di San Nicola vescovo

Nel giorno in cui la Chiesa festeggia il nome di San Nicola, vescovo e Santo di Myra, anche la parrocchia di San Nicola Vescovo di San Salvo celebra il suo Santo Patrono.

Il 6 dicembre, data associata alla presumibile morte di uno dei santi più amati e venerati in tutto il mondo e che unisce cattolici e ortodossi, verrà celebrata una messa solenne alle ore 18 a cui seguirà una breve processione per le vie intorno alla chiesa di san Nicola.

Da stasera, subito la Santa Messa delle ore 17.30 avrà inizio il triduo in onore di San Nicola.

 

Ecco il programma completo della festa di Santa Lucia del 13 dicembre, la prima a San Salvo

Il 13 dicembre 2018 San Salvo per la prima volta nella storia di questa città vivrà la festa di Santa Lucia presso la Parrocchia di San Nicola Vescovo.

Di seguito il programma dettagliato della festa.

10-11-12 DICEMBRE 2018

  • Ore 17:00 Santo Rosario
  • Ore 17,30: Santa Messa e Triduo di preparazione alla Festa

GIOVEDÌ 13 DICEMBRE

  • Ore 9,00: Santa Messa
  • Ore 17,30: Santo Rosario
  • Ore 18,00: SANTA MESSA SOLENNE e benedizione degli occhi Ore 19,00: PROCESSIONE con la statua di Santa Lucia; distribuzione dei dolci benedetti “OCCHI DI SANTA LUCIA”
  • Ore 21,00: Concerto del complesso bandistico “Città di San Salvo” Diretto dal Maestro Antonio Bonanni, con la partecipazione della Soprano Valentina Corradetti
  • Ore 22,30 Estrazione della lotteria di Santa Lucia

In occasione della festa sarà allestito in piazza San Nicola il mercatino di Santa Lucia, con stand gastronomici e di artigianato.

Avvento: tempo di attesa e di speranza

(Articolo di Fra Emiliano Antenucci)

Chi medita cerca di conoscere i suoi difetti, tenta di correggerli e si modera negli impulsi. Chi non medita è come colui che non si specchia mai.(Padre Pio)

L’Avvento è il tempo forte di preparazione alla Grande Luce di Gesù che sta per nascere prima nel nostro cuore e poi in tutti i presepi del mondo. I bambini aspettano con entusiamo il Natale per fare il presepio e ci sono alcune scuole per un “falso rispetto” che tolgono crocifissi, presepi e canzoni di Natale con il nome di Gesù. Questo è un segno di mancanza di fede e di cultura delle nostre radici cristiane che non possono rimanere nascoste, ma manifestate e condivise. Il presepe è il simbolo della vita, della vita che nasce e di Dio che dall’alto dei cieli viene a vivere sulla terra. Che fastidio danno il Bambino di Betlemme e il Crocifisso che è il simbolo dell’Amore per eccellenza?

L’Avvento è il tempo del silenzio, dell’ascolto, della speranza e della gioia.

1.      Il silenzio.Per fare silenzio è importante che tu vai nel luogo del silenzio che è il tuo cuore. Il cuore, per noi cristiani, è la coscienza dove parla Dio. La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità(GS n.18). In un mondo pieno di rumori fuori e dentro di noi, il silenzio che non è solo assenza di rumori, ma è pienezza di una Presenza che riempie il nostro vuoto e la nostra infelicità. Ascolta il Silenzio, per ascoltare Dio. Quando chiudi gli occhi, vedi il Cielo dentro di te.

2.      L’ascolto. L’ascolto di se stessi, della Parola di Dio, della realtà e degli altri. L’ascolto è lo spazio di vita che diamo agli altri, per ascoltare bisogna tacere, accogliere e saper condividere. Chi ascolta, impara, obbedisce, cresce, chi non ascolta, rimane con le proprie idee e non cresce né umanamente e né spiritualmente.

3.      La speranza. È sperare la cosa più difficile. La cosa più facile è disperare, ed è la grande tentazione. (Charles Peguy). Non farsi prendere dalla disperazione, dallo scoraggiamento, perché Dio è una continua novità, luce, sorpresa che ci dona speranza. Non lasciamoci rubare la speranza, ci ricorda papa Francesco, e ricordiamoci sempre che: “La disperazione, un vocabolo vuoto inventato dalle persone che non guardano mai le stelle”. (Monique Proulx)

4.      La gioia. La gioia per un Bambino che sta per nascere e nella sua debolezza ci meraviglia, ci stupisce, ci lascia nel cuore la scia di luce della Stella della Redenzione.  Un cristiano che non ride, non è serio. Un cristiano che non è felice, non si sente figlio del Risorto.

L’Avvento è il tempo in cui noi ci fermiamo davanti a Dio e facciamo un bilancio e un rilancio della nostra vita. Un tempo per meditare e per ridipingere la nostra vita di colori nuovi, progetti belli e sogni che si realizzano solo se messi nel calice sull’altare e ad occhi aperti con il nostro impegno quotidiano.

«Il cristiano», ha scritto il cardinale Newman, «è colui che attende il Cristo». Noi attendiamo, non in maniera passiva, ma con il cuore e la vita colui che viene come uno Sposo per la nostra anima. Concludo le parole alla Vergine dell’Attesa, del vescovo e servo di Dio, Tonino Bello: “Santa Maria, Vergine dell’attesa, donaci un’anima vigiliare. Giunti alle soglie del terzo millennio, ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo che profeti dell’avvento. Sentinella del mattino, ridestaci nel cuore la passione di giovani annunci da portare al mondo, che si sente già vecchio. Portaci, finalmente, arpa e cetra, perché con te mattiniera possiamo svegliare l’aurora.

Di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò, ministri dell’attesa. E il Signore che viene, Vergine dell’avvento, ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano”.