Oggi santa Cecilia

Chi era Santa Cecilia?

Una nobile romana convertita al cristianesimo, vergine martire cristiana, venerata da da Cattolici e Ortodossi.

Nacque da ricchissima famiglia ed educata dai più rinomati maestri di Roma, segretamente si fece cristiana distaccandosi sempre più dalle cose terrene.

Si narra che, costretta a sposarsi, durante le feste del matrimonio, mentre tutti l’attorniavano per festeggiarla e cantavano, la santa inneggiava a Cristo: «conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa».

Confidato allo sposo Valeriano il suo voto di castità, egli si convertì al Cristianesimo e la prima notte di nozze ricevette il Battesimo da papa Urbano I. Era l’epoca delle persecuzioni dei cristiani e tra le altre cose era vietato seppellire i cadaveri dei Cristiani, ma Valeriano e suo fratello Tiburzio, convertiti alla fede seppellivano i corpi che incontravano lungo la loro strada. Vennero così arrestati, sottoposti ad atroci torture e poi decapitati perchè non volelro rinnegare Dio.

Poco dopo Cecilia venne chiamata davanti al giudice Almachio che ne ordinò la morte per soffocamento nel bagno di casa sua, ma si narra che “la Santa invece di morire cantava lodi al Signore”. Convertita la pena per asfissia in morte per decapitazione. Fu Papa Urbano I, sua guida spirituale, a renderle la degna sepoltura nelle catacombe di San Callisto.

Non a caso Sant’Agostino affermava «Il cantare è proprio di chi ama» e già dall’antichità si formò il detto: «Chi canta bene, prega due volte»

Raccolta alimentare Confraternita

(Articolo di Pino Cavuoti)

Appuntamento con la solidarietà della Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone con l’iniziativa “Aiutaci ad aiutare”. Per quanti in concreto vogliono compiere gesti di vicinanza a chi si trova in difficoltà economiche l’appuntamento è sabato 17domenica 18 novembre nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Vasto. E’ l’occasione giusta per compiere un gesto concreto d’amore.

Durante le sante messe di sabato 17 (ore 18.00) e domenica 18  (ore 7.30 – 10.00 – 11.15 – 18.00) all’ingresso della chiesa sarà collocato un banchetto dove si può consegnare prodotti a lungo conservazione (alimenti per l’infanzia, pelati, legumi, tonno, riso, olio, latte, pasta e carne in scatola).
L’invito è del priore Massimo Stivaletta per dare un aiuto a quelle famiglie bisognose “che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese, con tanti problemi sia di salute e sia economici. Sono fiducioso che i nostri concittadini e i nostri parrocchiani sapranno dimostrare la grande generosità diventando protagonisti di un atto d’amore nella condivisione del cibo con chi è nel bisogno”.

Le somme raccolte anche in denaro e i prodotti alimentari saranno distribuiti dagli stessi confratelli secondo le necessità che sarà segnalate dal parroco don Domenico Spagnoli.

Presto inizierà la Scuola di Vita Spirituale di fra Emiliano Antenucci

La Scuola di Vita Spirituale, che segue la scuola di preghiera fatta anni fà, ha lo scopo di formazione alla vita spirituale dei laici e non.

Una volta al mese verrà toccato un tema di spiritualità e di mistica con esempi pratici(es.discernimento,umiltà, perdono, vizi capitali, virtu etc).

Ecco di seguito il calendario della Scuola:

9 Ottobre 2018
13 Novembre 2018
18 Dicembre 2018
15 Gennaio 2019
12 Febbraio 2019
12 Marzo 2019
9 Aprile 2019
14 Maggio 2019

Gli incontri si terranno nella bellissima sala detta del card. Vincenzo Fagiolo affianco alla Basilica-Santuario della Madonna dei Miracoli in Casabordino(Ch) alle ore 20.45.

Con affetto vi abbraccio forte e vi benedico fra Emiliano

4 ottobre: ricorre la festività di San Francesco, patrono d’Italia

Pio XII nel 1939 proclamò San Francesco (con Santa Caterina da Siena) patrono primario d’Italia. Il 4 ottobre è la ricorrenza di questo santo.
Lo stato italiano ha recepito questo atto con la LEGGE 4 marzo 1958, n. 132 che con un unico articolo ha proclamato il 4 ottobre come “…solennita’ civile in onore dei Santi Patroni  speciali d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena…”.

La legge 10 febbraio 2005, n. 24 ha aggiunto dopo le parole “…solennità civile”, «e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse,…». Queste parole che sembrano che abbiano aggiunto significato a questo giorno, di fatti ha tolto. Dappertutto si organizzano marce della pace.

San Francesco è colui che non ha parlato di pace, uguaglianza e fraternità ma si è prodigato per esse. Egli è una figura forte con una valenza universale. E’ stato una persona in carne e ossa che ha vissuto in maniera rivoluzionaria rinunciando al materiale per vivere in maniera “divina”.

“Cari fratelli e sorelle, il perdono di cui san Francesco si è fatto ‘canale’ qui alla Porziuncola continua a ‘generare paradiso‘ ancora dopo otto secoli. …. Offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. (…) Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia (parole del Pontefice sul perdono alla Porziuncola Meditazione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, 4 agosto 2016).

Ve lo immaginate un mondo senza sacerdoti?

Si è conclusa con le celebrazioni di San Michele la missione dei seminaristi nel vastese: bellissimo esempio di chiesa in uscita

Il miracolo più grande in assoluto sulla terra è quello che si ripete ogni giorno sull’altare con la consacrazione dell’eucarestia. Cielo e terra diventano un tutt’uno, il creatore entra in comunione perfetta con la sua creatura!

Come potrebbe il mondo rinunciare a una grazia così grande e ai sacerdoti di cui il Signore si serve per compiere questo straordinario miracolo?

Il 30 settembre con la messa celebrata dall’arcivescovo Bruno Forte e la processione in onore di San Michele Arcangelo si è conclusa la settimana di missione popolare dei 34 seminaristi nel vastese. “Voi siete dono di Dio.…Grazie per quanto avete fatto in questi giorni.”- ha affermato il vescovo esprimendo un pensiero comune di tutti i credenti che in questi giorni hanno avuto l’occasione di incontrarli.

Durante la celebrazione è anche stato ammesso agli Ordini sacri, primo grado verso il sacerdozio, l’avvocato vastese Gianluca Catania.

Ad accompagnarli con la presenza e con la preghiera sono stati i loro sacerdoti di riferimento a cui erano stati affidati e il rettore don Antonio D’Angelo, il vice rettore don Luca Corazzari e il padre spirituale don Enzo Massotti.

Questo è il terzo anno di Missione Zonale organizzato dal seminario d’Abruzzo e Molise. Il primo anno si è tenuta nella diocesi di Avezzano e il secondo a Termoli. Durante questa settimana i seminaristi hanno vissuto appieno la “parrocchia” e in più hanno tracciato quella che potrebbe essere un modus operandi di una chiesa in uscita.

Ogni mattina hanno incontrato gli alunni delle scuole medie e delle superiori per dare testimonianza della loro vocazione e annunciare l’amore di Dio per ciascuno di loro.

Nel pomeriggio di venerdì 28 settembre tutti i seminaristi hanno fatto una visita guidata al Santuario Santa Maria di Canneto. Successivamente si recati presso la parrocchia di Fresa per la Messa e sono stati ospiti a cena dell’Amministrazione Comunale del Comune di Fresa.

Sabato 29 settembre i seminaristi hanno animato l’evento “Una luce nella notte”, una serata di missione per le strade di Vasto. Le porte della chiesa di San Giuseppe erano spalancate e rimaste aperte fino a mezzanotte e mezza quando la serata si è conclusa con la benedizione eucaristica di Don Gianfranco Travaglini. I seminaristi si sono divisi in tre servizi:

  • il primo è quello della preghiera, canto e animazione presso la chiesa di San Giuseppe;
  • il secondo è stata l’accoglienza delle persone che entravano, invitate a scrivere una preghiera su un foglietto e ad accendere una candela; venivano accompagnati davanti al Santissimo dove si faceva una preghiera spontanea con loro e per loro; offrivano la luce e poi mettevano in due cestini: in uno mettevano la loro preghiera e nell’altro prendevano delle parole del Vangelo che poteva essere per la loro vita
  • l’altro servizio, quello un po’ più delicato, prevedeva di andare per le strade del centro storico di Vasto durante la festa di San Michele e portare l’annuncio e avvisare che c’era questa opportunità di fare questa esperienza di preghiera nella chiesa di San Giuseppe dove avrebbero trovati dei seminaristi ad accoglierli. Tante sono state le domande anche in merito al motivo della loro vocazione.

Uno dei seminaristi, Pieralbert D’Alessandro, che ha partecipato alle tre missioni popolari di Avezzano, Termoli e Vastese ha così commentato questa esperienza: “la nostra è una realtà poco conosciuta o conosciuta male. Noi recepiamo le esigenze del mondo. Dio è morto in croce per l’uomo e l’uomo vuole mettere una croce su Dio. Ma l’uomo è fatto a immagine di Dio e ha sete di Dio. Non è vero come dicono in tanti che l’uomo è anestetizzato perché l’uomo ha bisogno di Dio.”

Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno

(Comunicato della Santa Sede)

Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.

Nei giorni scorsi, prima della sua partenza per i Paesi Baltici, il Santo Padre ha incontrato padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera per il Papa; e gli ha chiesto di diffondere in tutto il mondo questo suo appello a tutti i fedeli, invitandoli a concludere la recita del Rosario con l’antica invocazione “Sub tuum praesídium”, e con l’invocazione a San Michele Arcangelo che ci protegge e aiuta nella lotta contro il male (cfr. Apocalisse 12, 7-12).

La preghiera – ha affermato il Pontefice pochi giorni fa, l’11 settembre, in un’omelia a Santa Marta, citando il primo capitolo del Libro di Giobbe – è l’arma contro il grande accusatore che “gira per il mondo cercando come accusare”. Solo la preghiera lo può sconfiggere. I mistici russi e i grandi santi di tutte le tradizioni consigliavano, nei momenti di turbolenza spirituale, di proteggersi sotto il manto della Santa Madre di Dio pronunciando l’invocazione “Sub tuum praesídium”.

L’invocazione “Sub tuum praesídium” recita così:

“Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus,
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta”.

[Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta.]

Con questa richiesta di intercessione, il Santo Padre chiede ai fedeli di tutto il mondo di pregare perché la santa Madre di Dio ponga la Chiesa sotto il suo manto protettivo: per preservarla dagli attacchi del maligno, il grande accusatore, e renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato, e impegnata a combattere senza nessuna esitazione affinché il male non prevalga.

Il Santo Padre ha chiesto anche che la recita del Santo Rosario durante il mese di ottobre si concluda con la preghiera scritta da Leone XIII:

“Sancte Míchael Archángele, defénde nos in próelio;
contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium.
Imperet illi Deus, súpplices deprecámur,
tuque, Prínceps milítiae caeléstis,
Sátanam aliósque spíritus malígnos,
qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo,
divína virtúte, in inférnum detrúde. Amen”.

[San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio. Capo supremo delle milizie celesti, fa’ sprofondare nell’inferno, con la forza di Dio, Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen.]

Una bellissima serata con i parrocchiani di san Nicola per festeggiare il compleanno di don Giorgio

(Articolo di Lorenzo Saturni)

La parrocchia di San Nicola venerdi’, 21 settembre si e’ data appuntamento alle ore 20:00 presso la pizzeria il segreto di pulcinella,in via istonia a San Salvo per una cena parrocchiale con la presenza di don Giorgio,parroco di Bolognano ,che e’ stato per pochi mesi parroco in citta’.

Durante la serata trascorsa tutti insieme ci si e’ potuto confrontarre, chiacchierare e ridere tutti insieme. Era presente anche l’associazione Gerico parrocchiale. La parrocchia sta organizzando moltissime attivita’ adatte per grandi e piccini.

Da sabato 15 settembre sono ripartite le attivita’ parrocchiali ACR(azione cattolica ragazzi).Il tema scelto per quest’ anno associativo e’ la cucina perche’ in cucina si puo’ sperimentare nuove ricette e nuovi piatti sfiziosi da mangiare.

E’ stata una bellissima serata soprattutto perche’ abbiamo festeggiato il compleanno di don Giorgio.Alla serata era presente anche don Beniamino parroco della chiesa di San Nicola. L’associazione Gerico e’ sempre presente nelle cene e varie attività organizzate dalla parrocchia.L’associazione raccoglie tutto quello che puo’ servire ai piu’ poveri della citta’ ed e’ presente tutte le domeniche davanti la chiesa con delle scatole dove poter raccogliere la merce destinata ai poveri.

La parrocchia e’ fortunata ad avere un parroco cosi’ giovane e attento alle esigenze della parrocchia.La chiesa vanta vanta un bel culto in onore di San Nicola visitata da milioni di persone provenienti da tutte le parti del mondo.La festa di San NIcola per la comunita’ di San Salvo,rappresenta una tappa importantissima per noi cristiani perche’ piano piano ci porta verso il nostro incontro con Gesu’.Il culto di San Nicola deve rappresentare un momento di gioia e di amore verso tutta la nostra comunita’ che ogni anno si mette in preghiera.

“La vita ci canta tra le mani”, un libro dedicato a don Antonio Fusilli sacerdote sansalvese

Don Antonio Fusilli è un sacerdote di questa terra che molti sansalvesi che portano ancora nel loro cuore. Carlo Colombo Calabria ha voluto dedicargli un libro per scrivere “quattro parole belle su un sacerdote”.

Il libro, intitolato “La vita ci canta tra le mani” è fuori commercio e il suo ricavato verrà utilizzato per il restauro di San Michele Arcangelo a Pegazzano (La Spezia).Per chi volesse comprare il libro si può rivolgere al nipote di don Antonio, Nicola Della Penna.

Don Antonio

[…eppure nella semplicità del ricordo è

come se ci indicasse una particolare “visione”

della realtà, quando non una fuga.]

Non è il suo anniversario di battesimo né di ordinazione

è un momento di presenza della sua umanità che emerge

dall’intimo segnato dalla sua amicizia

e del ricordo del modo di come osservava il tempo.

Nei suoi dolori

la gratitudine dei suoi giorni erano esperienza umana

che segnava nell’intimo un percorso di martirio

che giungeva alla coscienza e che definiva bene e limpido

il cammino nell’infinito di ben altra natura.

La nota nel suo capitolo di vita era la coscienza.

Era solito dire che l’opera sulla nostra vita è cominciata

e occorre compierla.

In questi giorni carichi di conflitto di distacco di prepotenza.

In questi giorni che Dio cessa di essere Dio

e diventa una specie di uomo.

In questi giorni di rivoluzione del non e s s e r e

che domina le menti degli intellettuali

e sviluppa le intelligenze del n u l l a

paralizzate dalla civiltà del progresso e del materiale,

Don Antonio torna nel territorio più intimo di un ricordo.

Un potente potere nemico

che mina a tagliare le radici di noi medesimi

e sembra prevalere a una riduzione del nostro IO

a un sentimento.

A chi affidare il nostro dolore e le nostre gioie,

quando ci commuoviamo del cadavere come segno di progresso

e non come presenza del Mistero dell’incarnazione?

Ci toccherà di reclamare il diritto di proprietà

del cadavere in decomposizione e discuterne

nell’organizzazione della cultura Gramsciana la discendenza.

Il ricordo di don Antonio riappare nell’uomo di sconcertante

maniera di umano ci riappare nella forma

di quel sentire come se ci indicasse una particolare

visione della “ realtà”

quando non una “fuga”

che riempie il vuoto

in quella forma di cultura fine a se stessa,

di forma finita, estemporanea.

Il ricordo che ci richiama al quel Senso, che per natura stessa

del fattore umano è costituito,

è domanda ultima del cuore dell’uomo.

Ci ricorda che quando in noi si muove, e ne

reclama la maniera di mettersi in rapporto con noi l’infinito amore,

occorre lasciarsi andare nell’esperienza del fatto

dell’incarnazione che Egli si comunica.

Lui ne intercettava la semplicità di porsi

e nell’amicizia più semplice ci ha lasciati un segno

di quell’umanità che non era rara intercettare

ma vivibile quotidianamente nel reale.

Settembre 2018

C@rlo Colombo Calabria

Padre Bruno agli studenti: “scrivo perché siete al centro dell’attenzione del mio cuore”

Cari Amici,
all’inizio di quest’anno scolastico 2018-2019 desidero augurare a tutti Voi un
cammino di studio e di crescita umana, culturale e spirituale ricco di frutti, vissuto in un
clima di serenità e di intensa partecipazione corale. Assicuro la mia preghiera per tutto
questo, mentre Vi offro come spunto di riflessione il testo che ho inviato a tutti i ragazzi e
giovani dell’Arcidiocesi per la scorsa Pasqua, su cui Vi chiedo di tornare con la riflessione
e il dialogo:

Miei carissimi Giovani,
sono il vostro vescovo, il padre e il fratello che Dio ha scelto come guida della nostra
Chiesa diocesana in quest’epoca così ricca di sfide e di attese, che ci è dato di vivere. Vi
scrivo perché siete al centro dell’attenzione del mio cuore, specialmente in questo tempo in
cui su invito di Papa Francesco tutta la Chiesa riflette su di voi, con voi e per voi,
preparandosi al prossimo Sinodo dei Vescovi a voi dedicato. Non vi scrivo per dirvi che
cosa dovete fare, ma per invitarvi a sognare, certo che – se saprete sognare a occhi aperti – la
vostra vita potrà diventare un po’ alla volta quello che di più bello sognate. È quello che è
successo anche a me da quando ho incontrato Gesù e ho scoperto la mia vocazione: è anche
per questo che ve ne parlo! Il sogno che intendo non è fuga dalla realtà o presunzione di
realizzare l’impossibile: è, invece, la sfida a volare alto, a vedere l’invisibile e ad amare con
l’amore che viene da Dio, quell’amore che ci invita a fare della nostra vita la realizzazione
del Suo progetto per ognuno di noi, spendendola con gioia al servizio Suo e degli altri. Dom
Helder Camara – un vescovo brasiliano vissuto alcuni anni fa, vero testimone di Gesù,
amico e servitore dei poveri – amava ripetere: “Beati quelli che sognano: porteranno
speranza a molti cuori e correranno il dolce rischio di vedere il loro sogno realizzato”. E un
altro grande pastore dell’epoca stupenda del Concilio Vaticano II, il Cardinale belga Leo J.
Suenens, affermava: “Beati quelli che sognano e sono pronti a pagare il prezzo più alto
perché il loro sogno prenda corpo nella vita degli uomini”.
Sono due le espressioni del sogno di Dio che vorrei condividere con voi: la speranza
e il servizio, che nasce dalla carità. Sono certo che la vostra presenza attiva e responsabile
nella comunità cristiana, come nella società civile, potrà arricchire tutti e spingerà ciascuno
a sognare insieme con gli altri e a realizzare così il sogno che ci è stato mostrato in Gesù, il
Figlio di Dio fatto uomo, nel quale l’amore eterno ha preso carne fra noi. Vi chiedo perciò:
siete disposti a interrogarvi sul senso della vostra vita in ascolto di Gesù e dialogando con
Lui, per imparare a sognare a occhi aperti ed essere protagonisti di un domani migliore per
tutti? Quale bellezza il vostro cuore cerca, quella del consumismo, che sembra saziare ma
poi lascia vuoti, o quella di un amore così grande, che possa occupare tutti gli spazi
dell’anima e porti a fare scelte generose ed esigenti, come è solo l’amore di Dio? Sapete che
il Signore Gesù ha chiamato e chiama a seguirlo nella via della fede e dell’amore tanti
giovani come voi, che in Lui hanno trovato la forza di amare e la gioia di tutta la vita? Il Dio
in cui crediamo è l’amico dei giovani, non il loro concorrente, è il loro vero garante e
salvatore. Nel Suo progetto su ciascuno di voi al primo posto c’è la chiamata alla
solidarietà, alla responsabilità verso gli altri e verso il creato, all’amore che non deluderà
mai.
La sfida con cui vi invito a misurarvi, allora, è quella a volervi pienamente umani,
non nella solitudine di un egoismo sazio e prigioniero di sé, ma nella comunione di un patto
di solidarietà e di alleanza con gli altri e con Dio, il cui amore tutto avvolge ed è misura
piena e definitiva di ogni scelta vera, giusta e bella. Se accetterete questa sfida potrete
contribuire a rendere il mondo migliore per tutti. Lo aveva intuito il Concilio Vaticano II,
con parole che restano un programma di vita e un messaggio di speranza per ognuno di noi:
“Legittimamente si può pensare che il futuro dell’umanità sia riposto nelle mani di coloro
che saranno capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza”
(Costituzione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, 31). Vorrei
incoraggiare tutti voi, secondo le capacità e possibilità di ciascuno, a trovare queste ragioni
che danno senso alla vita e a organizzare insieme la speranza per tirare nel nostro presente
qualcosa del futuro promesso da Dio, radioso della Sua bellezza. Provate a parlare di ciò che
vorreste essere e fare con chi vi ama: i vostri cari, i vostri insegnanti, i sacerdoti e i
catechisti, che vi hanno fatto conoscere Gesù, i testimoni più credibili di Lui, che avete
incontrato. Nei tanti incontri che ho con voi – nelle Parrocchie, nelle Scuole, all’Università o
nei Laboratori e Dialoghi della fede – potete parlarne anche con me o, se preferite, fatelo
scrivendomi via email. E pregate per coloro per cui siete tanto importanti, a cominciare da
me.
Soprattutto, chiedete con fiducia al Signore di illuminarvi e di riscaldare il vostro
cuore con il Suo amore. Se volete, fatelo con questa preghiera che ho scritto per voi:
Signore, aiutami a comprendere che il vero, grande viaggio della mia vita è quello verso la
profondità di me stesso, dove Tu, che mi hai creato, mi attendi per dirmi parole d’amore e
aiutarmi a comprendere e realizzare il progetto che da sempre hai pensato per me. Fa’ che
io non fugga davanti al fuoco del Tuo amore, accetti anzi di arrendermi al Tuo abbraccio
per andare non dove forse avrei voluto, ma dove è bene per me e per coloro cui mi mandi e
che mi affidi. Fa’ che io sappia dirTi con umiltà e coraggio: Eccomi! – come un giorno
disse, rispondendo all’Angelo dell’annuncio, la giovane donna Maria. Sia lei, come tenera
madre, ad accompagnare questa consegna di tutto me stesso a Te, per lasciarmi condurre
con docile fiducia ai pascoli della vita che hai preparato per me. E fa’ che riconosca nella
Tua Chiesa, comunità di fratelli e sorelle uniti nel Tuo amore, il grembo vitale dove il mio
sì diventerà possibile e la mia gioia piena, nel tempo e per l’eternità. Allora, riconoscerò
rivolta a me la Tua parola di promessa e di missione, e il Tuo sogno si compirà nella mia
vita per i sentieri dove Tu mi condurrai e in coloro cui mi invierai, dandoci la felicità per la
quale ci hai chiamato ad esistere e che il Tuo Figlio non cessa di annunciarci e offrirci
nella forza del Tuo Spirito d’amore. Amen. Alleluia!