L’Esorcismo

Martedì 04 Settembre 2018

Commento del giorno : Baldovino di Ford

“Parlava con autorità”

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,31-37.

    In quel tempo, Gesù discese a Cafarnao, una città della Galilea, e il sabato ammaestrava la gente.
    Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità.
    Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte:
    «Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!».
    Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». Eil demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male.
    Tutti furono presi da paura e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».
    E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.
  • Il male esiste molti non ci credono , Gesù lo scacciava facilmente in quanto figlio di Dio è pieno di Spirito Santo  , per un vescovo o sacerdote è più complicato…Dovremmo pregare anche per questo, per dare forza a questi grandi seguaci del Signore A SCACCIARE IL Male…

La storia della chiesa della Madonna delle Grazie

(Articolo dello storico prof. Giovanni Artese)

Posta, così come San Rocco, lungo il tratturello (Colle Pizzuto-Sant’Antonio-via S. Rocco- via Madonna delle Grazie-via Ripalta. Casino del Marchese-Cuccetta di Lentella), un tempo extra moenia, cioè al di fuori del centro urbano, la Madonna delle Grazie è l’unica chiesa francescana di San Salvo. Michele Molino ha scoperto che venne fondata da un certo frate Salvatore, inviato dalla Spagna in Italia meridionale dall’arcivescovo Francisco Jiménez de Cinseros perché vi diffondesse la presenza e l’attività dei Minori francescani (degli Scalzi). Salvatore e i suoi frati edificarono, tra il 1510 e il 1515, sei chiese tra Abruzzo, Molise e Puglia settentrionale dedicate a S. Maria delle Grazie, tutte dislocate lungo le vie della transumanza. E dopo una vita di sacrifici e di austerità, Salvatore “morì a San Salvo il 25 febbraio 1517 lasciando in eredità un alto esempio di vita monastica e due opuscoli di dottrina e di regola francescana. Il suo corpo fu sepolto proprio in questa chiesa di San Salvo”1.

Il tempio della Madonna delle Grazie è stato più volte radicalmente restaurato (se ne ha menzione negli anni 1800, 1850, 1921 e 1968), conservando tuttavia all’esterno una graziosa facciata dalle linee rinascimentali (ad esedra, con il campanile a vela e il bugnato in marmo aggiunti nel 1968) mentre l’interno appare con una volta di primo Novecento (in stile liberty) e statue, altare e pavimento di età diverse, fino al secondo Novecento.

E’ certo che, nei secoli, fu spesso adibita a cimitero, a volte in luogo della parrocchiale, più spesso per coloro che avevano rifiutato i sacramenti, erano censurati dalla Chiesa oppure concubinari e pubblici peccatori. Infatti, al di sotto del suo pavimento si trovano antiche arche funerarie, mai esplorate, che potrebbero tuttavia rivelare ulteriori, importanti informazioni sulle sottostrutture e le vicende storiche della chiesa.

Il culto e la festa della Madonna delle Grazie, dopo un periodo di oblio, sono stati ripresi negli ultimi decenni dagli abitanti dell’omonimo quartiere. I festeggiamenti si tengono l’ultima domenica di maggio (in altri luoghi il 31 maggio, visitazione di Maria, oppure il 2 luglio). La processione si svolge lungo le strade cittadine e la sera sul sagrato si tengono gli spettacoli musicali. 

La prima domenica di settembre da questa chiesa, di buon mattino, partono i fedeli per il pellegrinaggio per il santuario “Madonna Grazie” di MOnteodorisio.

 

 

Nota 1. Michele Molino, Una scoperta emozionante: San Salvatore morì a San Salvo”, in San Salvo ieri oggi domani, Anno 3 – n. 4, maggio 2016.

La Redenzione

Lunedì 03 Settembre 2018

Commento del giorno : Faustino di Roma

“Dio consacrò in Spirito e potenza Gesù di Nàzaret” (At 10,38)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,16-30.

In quel tempo, Gesù si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.
Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi».
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è il figlio di Giuseppe?».
Ma egli rispose: «Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!».
Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria.
Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;
ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.
C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;
si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.
Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 

La Redenzione è la causa che dovremmo abbracciare tutti ,  per noi , ma soprattutto per tutti coloro che incontriamo nel nostro cammino…per essere anche noi Redenti…

“Nulla è impossibile a Dio”. Molto partecipato il pellegrinaggio da San Salvo al Santuario di Monteodorisio

Foto di Simone Colameo

Domenica due settembre 2018 di buon mattino moltissimi fedeli si sono ritrovati davanti la chiesa della Madonna delle Grazie di San Salvo per partecipare al pellegrinaggio al santuario di Monteodorisio anch’essa intitolata a uno degli appellativi più comuni della Mamma di Gesù, la “Madonna delle Grazie”.

Prima di avviarsi in cammino molti hanno voluto rendere omaggio alla Mamma di Gesù sostando per qualche istante dentro la chiesetta. Una croce di legno precede il lungo corteo. Don Raimondo Artese inizia il corteo cominciando a meditare i misteri del santo rosario, famiglie, nuove vocazioni, giovani e chi è nella sofferenza e/o si trova a vivere un momento difficile”.

“Mettiamoci in cammino…”. Strada facendo si sono aggiunti altri fratelli. Tutti sono tenuti a mantenere la sinistra. Lo stesso lato del cuore. Due carabinieri in macchina hanno preceduto e accompagnato la processione nei momenti più bui. Tratti pianeggianti si alternavano ai tratti in discesa e in salita. Camminando, camminando, spunta l’alba, comincia a farsi giorno, le torce si spengono e i carabinieri riprendono ricominciano a percorrere altre strade.

Il peregrinare diventa l’occasione dell’incontro con l’altro e del fermarsi con se stessi.

Giunti nei pressi della zona industriale c’è Nicola (ex autista di autobus) e la sua famiglia che da 15 anni offre caffè, tè, dolcetti e acqua ai pellegrini in cammino verso Monteodorisio.

Dopo la piccola sosta tutti di nuovo in cammino. Si attraversa il cimitero di Cupello e non manca il pensiero per chi ci ha preceduto nella patria celeste.

Ultima discesa prima della desiderata meta, la si percorre in mezzo alla natura quella cantata nell’enciclica “Laudato si” di papa Francesco e ricordata durante il cammino da don Raimondo Artese insieme ai fratelli Ortodossi.

L’ultimo tratto di strada tra i commercianti ambulanti e finalmente la croce raggiunge la porta del Santuario della Madonna delle Grazie a Monteodorisio. Prima di partecipare alla santa messa molti si sono recati nel retro del Santuario dove è presente un pozzo da dove scorge l’acqua con cui la Mamma Celeste miracolò una bambina in fin di vita.

Don Giuseppe celebra la Santa Messa e invita ogni pellegrino a chiedere a Dio il discernimento.

Alcune donne hanno raccontato che questa è una tradizione che è partita da almeno quaranta anni grazie a un gruppo di anziane signore che abitavano vicino alla chiesetta della Madonna Delle Grazie. Si incamminavano con delle scarpe comode e poi prima di arrivare indossavano le scarpe della festa. Queste donne hanno poi cominciato a coinvolgere alcune ragazze. Questa tradizione è cominciata ad avere un nuovo impulso da quando si è sentito coinvolto in prima persona anche il sacerdote della chiesa di san Giuseppe, don Raimondo Artese.

“Nulla è impossibile a Dio”

“Gesù è in tutte le cose, anche nello sport, nel gioco e nel tempo libero”

(Articolo di Michele Daniele e Maria Napolitano)

Con la messa celebrata nello stadio e i fuochi dopo la benedizione si è concluso il memorial “Davide Bucci”

“Gesù è in tutte le cose, anche nello sport, nel gioco e nel tempo libero. In tutte quelle attività dove si coltivano i valori positivi come l’amicizia”, questo uno dei messaggi di don Beniamino Di Renzo durante la santa messa celebrata presso lo stadio di Via Stingi a conlusione del torneo ragazzi vissuto in memoria  di Davide Bucci.

Otto squadre, due per ogni categoria hanno rallegrato il prato verde di via Stingi.Erano presenti gli Aquilotti categoria 2006/2007 e 2008/2009, gli U.S. 2006/2007, i ragazzi dello Sporting 2008/2009/2010 e irgazzi della parrocchia di San Nicola.

Molti di questi ragazzi erano i figli dei coetanei e amici di Davide Bucci, un giovane calciatore sansalvese che aveva un talento naturale per il calcio e che si stava affacciando al panorama calcistico nazionale ma è stato stroncato poi da un tragico incidente.

Oggi il torneo vissuto ricordando questo giovane talento è divenuto occasione di aggregazione di tanti ragazzi, genitori e amici e di avvicinamento alla parola di Dio.

Il torneo è stato organizzato dalla parrocchia di San Nicola e dalle associazioni calcistiche San Salvo e con il patrocinio del Comune di San Salvo. Al torneo erano presenti anche il sindaco Tiziana Magnacca e alcuni assessori e consiglieri dell’amministrazione comunale.

Dei fuochi d’artificio hanno concluso il memorial Davide Bucci.

Una fede sincera e serena richiede la “purificazione del cuore”

(Commento al vangelo di Don Andrea Manzone)

Dopo il lungo discorso sul pane di vita (Gv 6) che ha occupato le domeniche d’agosto, la liturgia riprende il suo cammino in compagnia dell’evangelista Marco. Il brano che oggi ci viene proposto segue il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, per cui non ci discostiamo molto dagli argomenti trattati in queste domeniche.

Gesù e i suoi discepoli entrano in evidente contrasto con le regole e le tradizioni del popolo d’Israele. I maestri e i sacerdoti, nel corso dei secoli, avevano codificato le norme scritte e orali della tradizione ebraica e della Scrittura, fino ad ottenere 613 precetti che il pio israelita avrebbe dovuto rispettare. Sempre nella tradizione ebraica, al pari di altri culti, si registrava la divisione tra ciò che era puro e ciò che era impuro, dando origine ad altre tradizione di cui oggi l’evangelista fa menzione.

In altri episodi Gesù afferma che la tradizione non va accantonata ma superata, interiorizzata, trasformata. Gesù difatti non sta proponendo una via breve o una soluzione più facile, ma sta alzando il livello: Egli non chiede di fare qualcosa, ma di convertire il cuore.
Il rischio in cui erano incorsi gli israeliti e che d’altronde è il rischio in cui incorrono quanti confondono fede e norme religiose è di pensare che, assolti tutti gli obblighi tradizionali, formali ed esteriori, siamo “in regola” agli occhi di Dio e degli uomini.

Il risultato di questa mentalità è la separazione pratica tra il culto esteriore e il cuore (che nella Bibbia è il simbolo del luogo dove l’uomo esprime e conosce se stesso). Quando vediamo nei telegiornali che nei covi dei mafiosi spopolano le immaginette sacre, ripensiamo a questa funesta distinzione. Stiamo attenti anche al linguaggio: partecipare all’eucarestia in modo abituale, formale, per assolvere un precetto o, peggio ancora, parteciparvi in quanto “cerimonia”, “funzione”, “rito”è quanto di più distante ci sia dalla vita nuova che in Cristo ci è stata donata.

Perciò Gesù compie uno “spostamento” straordinario: sposta la causa dell’impurità (ossia del peccato) dall’esterno dell’uomo all’interiorità. Chi d’ora in avanti vorrà rispettare la vera tradizione, chi vorrà offrire a Dio un culto spirituale, dovrà partire dall’interiorità e non dall’esteriorità.

L’esame di coscienza non è la ragioneria dell’anima, ma è mettersi di fronte ai propri atti e chiedersi: perché ho agito così? Perché ho fatto questo? Qual è il mio fine, il mio scopo?

Ogni cristiano che vuole vivere seriamente e serenamente la propria fede dovrà percorrere la via della “purificazione del cuore” che i Padri della Chiesa e gli asceti ci hanno indicato. Solo così il nostro culto esteriore sarà ad immagine del sacrificio del cuore, solo così sfuggiremo all’appellativo di Gesù, uno dei più terribili, alla parola che in greco viene utilizzata per indicare la maschera dell’attore teatrale: “ipocriti”.

La Purezza

Domenica 02 Settembre 2018

 

Commento del giorno : San Massimiliano Kolbe

“Il suo cuore è lontano da me”

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 7,1-8.14-15.21-23.

    In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme.
    Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate –
    i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi,
    e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame –
    quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?».
    Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
    Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.
    Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
    Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene:
    non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo».
    Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi,
    adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
    Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l’uomo».

    Al giorno d’oggi il concetto di Purezza è davvero per pochissimi….Siamo tutti Peccatori chi più chi meno…Molti davanti a tante avversità “Si lavano le Mani”…e scappano via…Che il Signore ci riempia il Cuore di Misericordia…e ci aiuti ad aiutare…

Dare non vuol dire Ricevere

Sabato 01 Settembre 2018

 

Commento del giorno : Catechismo della Chiesa cattolica

«Consegnò loro i suoi beni»

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-30.

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
    «Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
    A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
    Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.
    Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
    Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
    Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.
    Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
    Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
    Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due.
    Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
    Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
    per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
    Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
    avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.
    Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
    Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
    E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».

    Dare è un Dono e non vuol dire che dobbiamo pretendere di ricevere, anche se è umano cercare un ritorno….Ma non serve esigere , c’è Sempre il Signore a darci ciò di cui abbiamo bisogno…

La Prudenza

Venerdì 31 Agosto 2018

Commento del giorno : Sant’Antonio di Padova

“Ecco lo Sposo”

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,1-13.

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
    Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
    le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
    le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi.
    Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
    A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
    Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
    E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
    Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
    Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
    Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
    Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
    Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.”

    Talvolta siamo molto superficiali da non prestare nemmeno attenzione a quanto siamo fragili e mettiamo a rischio il dono più prezioso che il Signore ci ha donato…La Vita!!!

Dal 5 all’ 8 settembre festa della Madonna di Fatima

La parrocchia Resurrezione Nostro Signore Gesù Cristo di San Salvo Marina dal 5 all’8 settembre festeggerà la Madonna di Fatima.

Ecco di seguito il programma del Triduo di Preparazione alla festa:

  • Mercoledì 5 Settembre Ore: 18:30 Rosario e Santa Messa
  • Giovedì 6 Settembre Ore 18:30 Rosario e Santa Messa
  • Venerdì 7 Settembre Ore 18:30 Rosario e Santa Messa
  • Giorno della Festa Sabato 8 Settembre Ore 17:00 Rosario Ore 17:30 Messa Solenne Ore 18:30 Processione

Sabato 8 Settembre i festeggiamneti in onore della Madonna inizieranno alle ore 15:00 con stands Gastronomici, “Pizzontelle”, pizza, pesca di beneficenza, lotteria (estrazione ore 23.00 • ritiro premi entro 30 giorni).

La serata sarà allietata dagli Ambassadors.