MONSIGNOR VALENTINETTI: “LE DOMUS MARIAE, UNA GIOIOSA NOVITÀ UMANAMENTE PIENA E CRISTIANAMENTE ESSENZIALE”

(Articolo di Piergiorgio Greco)

“Grazie di cuore eccellenza per aver contribuito a trasformare un sogno in realtà”. Con queste parole Paolo Datore Giansante, presidente della Fondazione Santa Caterina che gestisce l’Istituto Domus Mariae, ha saluto ieri sera (venerdì 7 settembre) monsignor Tommaso Valentinetti, al termine della cerimonia inaugurale dell’anno scolastico e della nuova sede della scuola paritaria, in via Pizzoferrato. Qui, dove per anni per anni c’è stata la storica scuola delle Suore della Presentazione che hanno deciso di cessare l’attività didattica, le Domus si sono trasferite da via Manzoni per continuare con ancora più passione un’attività educativa in crescita, e per fornire un’offerta formativa di qualità sempre maggiore.

L’edificio è stato ristrutturato e abbellito, e ieri sera ha aperto i battenti all’intera comunità scolastica: i genitori dei circa trecento alunni che frequentano la primavera, la scuola dell’infanzia e la primaria, ma anche il personale docente e non, tanti amici e cittadini, che hanno partecipato alla santa messa celebrata dall’arcivescovo e, al termine, ammirato le aule e gli spazi didattici lustrati a nuovo. Presenti anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, e il professor Carlo Di Michele, ispettore dell’Ufficio Scolastico Regionale, accolti dallo stesso Paolo Datore e da Valentina Pistola, direttrice dell’istituto.

“Ringrazio il Signore per questa scuola – ha detto monsignor Valentinetti nel corso dell’omelia – che vive da tanti anni in città e che si ispira ai principi della fede e dell’educazione cristiana. A voi genitori dico: ricordate che siete fonte e radice dell’educazione dei vostri figli. Non abdicate al vostro ruolo ed educate da adulti. La scuola vi aiuterà e vi affiancherà ma non può fare tutto perché il vostro amore è il primo atto educativo”. Per quanto riguarda la mission educativa della scuola, l’arcivescovo ha ricordato che “è necessario educare con basi umane perché solo ciò che è profondamente umano è anche autenticamente cristiano. Il mio augurio è che questa scuola continui ad essere per Pescara una bella e gioiosa novità, umanamente piena e cristianamente essenziale”.

“Chi forma una persona salva l’intera umanità – ha detto nel corso del suo saluto il sindaco Alessandrini – e questa scuola contribuisce a questo prezioso e affascinante compito. Grazie a nome di tutta la città per quello che fate”.

La prima campanella delle Domus nella nuova sede suonerà puntuale lunedì 10 settembre.

Processione di San Rocco: torna a ripetersi la tradizione.

(Articolo di Michele Daniele)

16 settembre ore 18.15 dalla Chiesetta di San Rocco.

I festeggiamenti in onore di San Rocco (da Montpellier), che da  decenni non avevano più luogo e sono  tornati in essere l’anno scorso per volontà popolare e con accordo del Parroco Raimondo Artese,  saranno svolti anche quest’anno con una Processione e Santa Messa in Onore del Santo Patrono degli appestati (Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato).

Molto significative le parole riportate sul manifesto dell’Avviso Sacro: “La festa di San Rocco è nella tradizione del nostro paese, ma molte volte le tradizioni si perdono specie nel cambiamento epocale che stiamo vivendo. San Rocco, protettore degli appestati, sembra tanto lontano da noi, perchè oggi abbiamo i vaccini e ci sentiamo immuni, ma oggi ci sono tante altre forme di peste che ci colpiscono, spesso senza accorgercene. Proviamo a riconfrontarci con le nostre realtà e rivedere per quale forma di ‘peste’ dobbiamo chiedere l’aiuto di San Rocco”.

Tutti i fedeli sono invitati a partecipare

Domenica 16 Settembre alle ore 18.15 Processione dalla chiesetta di San Rocco e alle ore  19.00 Santa Messa presso la Chiesa di San Giuseppe

L’importanza delle Origini

Sabato 08 Settembre 2018

Commento del giorno : Sant’Andrea di Creta

Oggi sorge l’aurora della salvezza

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 1,1-16.18-23.

    Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
    Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
    Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram,
    Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,
    Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse,
    Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,
    Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf,
    Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,
    Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,
    Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,
    Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
    Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,
    Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor,
    Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,
    Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
    Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
    Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
    Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
    Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
    Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
    Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
    “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio-con-noi.
  • Oggi è il giorno della natività di nostra Mamma Maria…che più di tutti ci insegna L’importanza della famiglia e delle nostre origini…Possa portare in tutte le famiglie dove ci sono incomprensioni , litigi e disagi…Pace , Chiarezza , Perdono e Serenità…

Catechisti, pescatori di uomini

 

Ieri l’incontro con don Raimondo di 40 catechisti nell’oratorio San Vitale a San Salvo

Con il ritorno sui banchi di scuola riprenderanno anche gli incontri di catechismo per la preparazione al ricevimento della prima comunione e del sacramento della cresima.

Il 6 settembre don Raimondo Artese, sacerdote della parrocchia di San Giuseppe, ha convocato i suoi catechisti per avviare il nuovo anno liturgico e dare loro delle linee guide da seguire nel loro servizio.

“Molti bimbi che vengono battezzati hanno famiglie difficili e quando arriveranno al catechismo chissà se i genitori saranno ancora insieme. Coinvolgete quanto più possibile i bimbi per farli parlare, ascoltateli, fate in modo che si pongano domande sulla fede, e che conoscano soprattutto l’amore di Gesù anche attraverso giochi e racconti”.

Durante l’incontro il sacerdote ha ricordato le parole del vangelo del giorno di quando Gesù dà il mandato dei mandati a Pietro e ha invitato tutti i presenti a sentire proprio questo mandato.

“Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini» Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.”

Le catechiste sono spesso mamme e padri di famiglia, nonne e nonni che si mettono a disposizione per amore di Cristo e in via del tutto gratuita, per trasmettere la fede alle nuove generazioni.

L’annuncio della lieta novella è sempre nuovo non è mai uguale al precedente.

La difficoltà ad accettare il cambiamento

Venerdì 07 Settembre 2018

Commento del giorno : Sant’Agostino

“Mentre lo sposo è con loro”

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 5,33-39.

    In quel tempo, gli scribi e i farisei dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».
    Gesù rispose: «Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?
    Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno».
    Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.
    E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.
    Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.
    Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».
  • Spesso nelle Parrocchie i cambiamenti oppure cose nuove vengono percepiti come minacce , quindi non vengono considerate , il mio punto di Vista è che se la cosa nuova porta al centro un messaggio di avvicinamento al Signore è sempre ben Visto…

Padre Bruno Forte: “Voi vi coappartenete”

Dal 7 settembre 2017 don Beniamino è il pastore della parrocchia di San Nicola

A San Salvo, ieri pomeriggio, una piazza San Nicola gremita dai sansalvesi, dagli ex-parrocchiani di Gessopalena (molti visibilmente commossi) e dai paesani di San Martino sulla Marrucina, hanno accolto con gioia l’insediamento del nuovo parroco don Beniamino Di Renzo..

http://www.sansalvo.net/notizie/attualita/23552/padre-bruno-forte-voi-vi-coappartenete

Diffondere a chi necessita

Giovedì 06 Settembre 2018

Commento del giorno : Santa Teresa del Bambin Gesù

“Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 5,1-11.

    In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret
    e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
    Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.
    Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca».
    Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
    E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
    Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.
    Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».
    Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto;
    così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
    Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
  • Sono dell’opinione che ogni Cristiano credente dovrebbe dare l’esempio e cercare di portare la parola del Signore A tutti , può capitare di incontrare persone che non ne vogliono sapere per nessuna ragione…A quel punto penso che si dovrebbe lasciar perdere , altrimenti si perde del tempo prezioso che si può donare a chi ne ha veramente bisogno…

La chiesa vecchia di San Nicola

(Articolo dello storico professor Giovanni Artese)

Don Cirillo Piovesan, nel suo volume “La Città di San Salvo” ha scritto che una chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino si trovava, nel XV secolo, in contrada Pantanella, all’interno del feudo abbadiale dei SS. Vito e Salvo. Si trattava dunque di una chiesa prossima al tratturo L’Aquila-Foggia, edificata molto probabilmente da pastori transumanti marchigiani (i cosiddetti Marchitti). Nicola da Tolentino (1245-1305) era stato un monaco agostiniano, asceta, predicatore, esorcista e devoto di Maria e della maternità, che aveva introdotto la tradizione dei panini benedetti, da consegnare in particolare ai malati.

Andata in rovina, tra il XVI e il XVII secolo, la chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino fu ricostruita a San Salvo, fuori le mura, sulla strada appunto detta di San Nicolò (oggi corso Garibaldi) all’incrocio con la strada della Mirandola, che conduceva verso i terreni e le masserie dell’antico casale di Salavento (attuali area dello Stadio e del Deposito idrico e sottostante vallone di Buonanotte). Rifatta quasi completamente nel 1720 da Vito De Cristofaro, venne coinvolta successivamente da un incendio, cui seguì una ristrutturazione – intorno al 1740 – ad opera del cardinale, nonché abate commendatario dei SS. Vito e Salvo, Pier Luigi Carafa. Avendo subito ulteriori danni, soprattutto durante il brigantaggio di fine Settecento/primo Ottocento, fu riedificata ma poi di nuovo chiusa al culto nel 1850. Ricostruita ancora qualche decennio dopo, venne infine dedicata a San Nicola di Bari.

Il culto di San Nicola da Tolentino si mantenne vivo per tutto il Settecento e buona parte dell’Ottocento. La festa del Santo si celebrava il 10 settembre (oppure, secondo un’altra fonte, il 10 ottobre) e costituiva una delle tre solennità principali per la comunità salvanese (insieme a quelle per San Vito e San Vitale). Mons. Vincenzo Daniele, che visitò la chiesa arcipretale di San Giuseppe in San Salvo nel 1803, nella relativa relazione cita otto altari esistenti al suo interno, tra cui uno (sull’allora navata destra) dedicato proprio a ” S. Niccola Tolentino”.

Nei primi decenni del Novecento, la chiesa di San Nicola venne riparata e restaurata. Il paramento della facciata, con il bel timpano di coronamento e il soprastante campanile a vela, appartengono sicuramente a questa fase. In quegli anni e dopo essa fu adibita a scuole elementari, sede politica quindi asilo infantile. Nel 1960 venne restaurata, nel 1970 prolungata e realizzata l’abitazione del sacerdote (don Piero Santoro fu nominato rettore della stessa); infine, nel 1973 eretta a parrocchia dall’arcivescovo diocesano Vincenzo Fagiolo.

La festa di San Nicola di Bari è al 4 giugno ma dagli anni Settanta-Ottanta del Novecento la data ha spesso coinciso con la prima o la seconda domenica di giugno. Tra i riti pressoché perduti di San Nicola di Bari si ricorda il pellegrinaggio nel capoluogo pugliese, un tempo effettuato a piedi e con scarse provviste, che avveniva nel mese di maggio.

Con la costruzione della vicina, nuova e più ampia chiesa di San Nicola vescovo (1976), la vecchia chiesa avrebbe di nuovo perso la funzione religiosa, per divenire dapprima luogo di ritrovo e riunione della comunità parrocchiale omonima e  a servizio della parrocchia.

Non fermatevi al Pellegrinaggio

MERCOLEDÌ 05 SETTEMBRE 2018

  • Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 4,38-44.

    In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.
    Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli.
    Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
    Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.
    Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro.
    Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
    E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
  • Il Signore è Onnipresente e possiamo trovarlo anche appena ci svegliamo , davanti a Noi…può essere il nostro confidente appena ci svegliamo…Molti pensano di andare in Pellegrinaggio per ricevere una Grazia, può accadere , ma non dobbiamo fermarci ad andare solo in Pellegrinaggio.Dobbiamo frequentare il Signore dappertutto e anche nelle Parrocchie a Noi vicine…

“Mi dicevano che potevo fare solo la centralinista e invece sono diventata una programmatrice informatica”

Francesca Piersimoni è una giovane donna di Cupra Marittima, nata con una malformazione oculare che però le ha consentito di vedere fino all’età adolescenziale, quando dovette subire un intervento ed a seguito del quale perse definitivamente la vista.

Tutti cominciavano a dirle che con il suo problema l’unico lavoro che avrebbe potuto fare nella sua vita era quello di centralinista. Solo l’idea  di stare ore e ore dietro una cornetta, la faceva star male. Con testardaggine ha inseguito il suo sogno: si è messa a studiare sodo e, con gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie, è diventata una programmatrice informatica che oggi lavora presso la Asl della Regione Marche.

Intorno ai 20 anni è  stata invitata a partecipare a un incontro del Rinnovamento Nello Spirito e da lì ha iniziato un percorso di cammino con Dio e che l’ha porta costantemente a dare la sua testimonianza di  fede in ogni luogo e in ogni dove. Durante la 37a Convocazione Nazionale di Roma, ha portato la sua testimonianza anche a Papa Francesco.

Nell’ambito di questo cammino ebbe l’occasione di partecipare a un corso di formazione di evangelizzazione che durò 12 giorni. I primi dieci giorni erano dedicati a degli insegnamenti in aula. Negli ultimi due giorni, a due a due venivano mandati in piccoli paesini dove non conoscevano nessuno ad annunciare  la lieta novella.

“E’ stata l’esperienza più toccante della mia vita, ho sperimentato la potenza dello Spirito Santo nell’andare e proclamare il vangelo a ogni creatura. Ogni giorno vedo la mano di Dio nella mia vita. La parola “Andate”  è ripetuta in tutti e quattro i vangeli. E’ un mandato a cui ogni cristiano si deve sentire chiamato e non si può sentirsi escluso. Anche perchè quando fai un’esperienza vera del Cristo Risorto senti quasi l’esigenza di condividerla con gli altri. Il Signore non ci chiama a stravolgere la nostra vita ci dà un mandato personale, calibrato in base alle nostre capacità. (Francesca  Piersimoni)